Lavoro Politico
nasce storicamente a Verona nell'ottobre 1967 attorno a W.Peruzzi e a un
collettivo teorico-politico costituitosi nell'esperienza del Centro di
informazione di Verona. Ma allarga subito la sua redazione a esponenti
veneti e trentini dell'area m-l, ponendosi rapidamente como polo di aggregazione
teorica dell'area stessa, secondo le intenzioni dichiarate fin dal primo
numero con l'articolo di apertura Senza teoria niente rivoluzione.
La rivista si struttura in alcune sezioni: gli editoriali
e la rubrica "Orientamenti" per la lotta teorica, "Teoria e lotta politica
in Italia" per il programma politico e l'analisi della realtà di
classe italiana, un inserto da dedicare monograficamente ad analisi di
singoli problemi. La presa di posizione a favore della rivoluzione culturale
proletaria in Cina (1966-68), è condotta in aperta polemica con
la sottovalutazione della stessa rivoluzione culturale da parte delle organizzazioni
marxiste-leniniste allora esistenti, cui si rimprovera burocratismo, codismo
politico e recupero acritico e solo scolastico della tradizione terzinternazionalista.
Al tempo stesso i diversi inserti forniscono materiale di analisi e documentazione
con coerente orientamento m-l (sulle occupazioni universitarie, sul potere
nero, sul revisionismo, sui gruppi minoritari economicisti e operaisti
etc..) che agiscono da orientamento ideologico unificante per la nuova
tendenza in formazione. Le occupazioni universitarie e le lotte del movimento
studentesco, pur valorizzate, sono così guardate con sospetto critico
per la tendenza 'spontaneistica' che esprimono e per la sottovalutazione
della necessità di costruire il partito rivoluzionario marxista-leninista.
Ad ogni modo, LP riesce a costruire un fitto reticolato di contatti con alcune
delle più significative esperienze del Mov. Stud. (da Università Negativa di
Trento a Sinistra Universitaria di Napoli al Mov. Stud. Pisano)
La redazione aderisce infine al PC (m-l) ponendosi come corrente che favorisce
la spaccatura tra "linea rossa" e "linea nera" e chiudendo le pubblicazioni
col num.11-12 del 1969.
Lavoro Politico e Il Partito
Il Partito - preceduto da un numero unico (gennaio 1969) che comunica la crisi del PCd'I (m-l) con l'espulsione degli avversari dal comitato centrale: il congresso straordinario e la nascita del nuovo partito, il PCd'I (m-l) - Linea Rossa, raggruppa intorno ad Angelo Gracci (il partigiano 'Gracco'), Sartori e Balestri anche i gruppi collegati alla rivista Lavoro Politico. Il primo numero esce nel marzo 1969 e nei primi tempi il nuovo giornale conduce una durissima denunzia del revisionismo e della linea nera dell'altro PCd'I (m-l) che mantiene come organo Nuova Unità. Il giornale vive fino al 1973 grazie soprattutto all'opera di Gracci.
PARTITO COMUNISTA D'ITALIA ML (LINEA ROSSA)
Risultato dalla scissione operata dal PCd'I ml nell'ottobre del '68 da Gracci, Sartori, Peruzzi e Balestri, ecc. Da subito riscuote le simpatie della base giovanile del partito appena abbandonato e sembra prevalere sui concorrenti della linea nera, poi il mancato riconoscimento da parte cinese innesca un processo di travaso a favore di Nuova Unità. Il gruppo di Gracci si distingue però per una linea di sinistra rispetto alla questione sindacale e per una struttura organizzativa meno centralista. Dopo una serie di scissioni, la principale seguita all'espulsione di Peruzzi e a favore dell'Unione Comunisti Italiani, nel '73 cessa le pubblicazioni del suo organo Il Partito e nel 1977 confluisce in DP. Attualmente, il suo principale ispiratore, Angelo Gracci, è militante marxista-leninista nel Partito della Rifondazione Comunista.
Siamo contro la
nascita di gruppi e gruppuscoli che si autoproclamano partito comunista
autentico. Siamo convinti che di una rifondazione comunista vi sia bisogno
dopo gli eventi dell'ultima decade del secolo scorso. Nondimeno crediamo
che la classe operaia, senza la guida del partito di classe e rivoluzionario,
senza la guida di un partito comunista di quadri e di massa, non è
in grado di prendere il potere;
la rifondazione
di questo partito, in Italia, è compito prioritario, ma senza astrattismi
ideologici e settarismi, perchè rifiutare il dottrinarismo sterile
e l'estremismo non significa affatto accettare il revisionismo moderno,
cioè il riformismo e l'opportunismo, l'abbandono dei princìpi
del marxismo-leninismo.
Oggi, nell'ambito
della rifondazione del partito dei comunisti italiani, esterna e interna
al PRC, si ripropone la contesa accanita tra le 'due linee': è
inscritto nella dialettica materialista che la lotta di classe sia esterna
e interna all'organizzazione proletaria; noi vogliamo essere parte integrante
di questa dialettica, dare forza, vigore e slancio alla 'linea rossa'.
La LINEA ROSSA
prevarrà solo nel fuoco della lotta aperta contro tutti coloro che
direttamente o indirettamente tradiscono gli interessi del proletariato,
nel quadro della liquidazione, non solo teorica, ma anche pratica, dell'opportunismo
e del carrierismo, fenomeni di degenerazione burocratica dovuti all'infiltrazione
della borghesia nelle fila delle organizzazioni di classe e mediante l'unificazione
rivoluzionaria della lotta della classe lavoratrice.
Ci ispiriamo per questo alla teoria e alla pratica del marxismo
creativo, da Marx, Engels a Mao-Tse-Tung e, nella tradizione rivoluzionaria
italiana, ad Antonio Gramsci e Pietro Secchia:
nello sforzo di ripercorrerne l'esempio e di diffoderne la memoria
attiva
Iscriviti
all'e-group di LINEA ROSSA, laprima mailing-list marxista-leninista
italiana

CE N'EST QUE UN DEBOUT, CONTINUONS LE COMBAT!
Consulta il materiale introduttivo
per la nostra conoscenza:
LA STORIA E' STORIA DI LOTTA DI CLASSE
ANTICHITA'- La
rivolta degli schiavi in Sicilia
DA DOVE VENIAMO:
La galassia marxista-leninista e il PCd'I-Linea
Rossa nel 1968
Angiolo Gracci (fondatore):la
vita, gli scritti
Ferdinando Dubla (direttore):biografia
e opere
Per la memoria e la storia dei gruppi del '68 consulta il sito